Pendolari esasperati per i continui ritardi e cancellazioni dei treni sulla linea Palermo–Agrigento. Dopo la denuncia del Comitato Pendolari, il deputato regionale Ismaele La Vardera (Controcorrente) porta il caso all’Assemblea Regionale Siciliana con una dettagliata interrogazione al governo Schifani.
Da tempo si registrano disservizi costanti sulla linea ferroviaria Palermo–Agrigento, con lavoratori costretti a chiedere permessi frequenti, studenti in ritardo alle lezioni, e pendolari che, pur pagando regolarmente abbonamenti, si vedono costretti ad affrontare disagi economici e logistici ingiustificabili.
Dopo la denuncia del Comitato Pendolari Palermo–Agrigento e Agrigento–Canicattì, attraverso la sua presidente Tania Di Marco, il deputato regionale di Controcorrente, Ismaele La Vardera, ha presentato un’interrogazione parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore ai Trasporti Alessandro Aricò.
Nel testo, La Vardera chiede alle istituzioni regionali “se siano a conoscenza della situazione di cronico disagio sulla tratta ferroviaria Palermo–Agrigento, e quali azioni intenda intraprendere con Trenitalia e RFI per garantire un servizio minimo di affidabilità e puntualità per i pendolari; se non ritengano urgente convocare un incontro ufficiale con il Comitato Pendolari Palermo–Agrigento e Agrigento–Canicattì per ascoltare direttamente le istanze degli utenti e attivare un canale di confronto stabile e continuo; se intendano fornire chiarimenti in merito alla promessa di rimborso economico fatta pubblicamente alla presidente del Comitato durante un’inaugurazione istituzionale, e in caso affermativo, se sia prevista una sua attuazione o una forma di compensazione per gli utenti danneggiati dai continui disservizi; se non ritengano doveroso, per trasparenza istituzionale e per rispetto dei cittadini, coinvolgere stabilmente i rappresentanti dei pendolari in ogni tavolo tecnico o iniziativa relativa al trasporto ferroviario regionale che li riguardi direttamente.”
Un atto che accende i riflettori su un tema che da anni penalizza la mobilità interna siciliana, con gravi ripercussioni sociali e lavorative per chi quotidianamente si sposta tra le province di Palermo e Agrigento.
La speranza dei pendolari è che, dopo le denunce e le interrogazioni, arrivi finalmente una risposta concreta dalle istituzioni, con soluzioni che restituiscano dignità e affidabilità al trasporto ferroviario regionale.
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